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24/10/2018, 13:41



LA-RIFORMA-DELLA-PUBBLICA-AMMINISTRAZIONE:-LE-NOVITÀ


 Stanno per essere approvati i decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, (la c.d. Riforma Madia).



Stanno per essere approvati i decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, (la c.d. Riforma Madia). Sembrerebbe una vera e propria rivoluzione: dalla sospensione e licenziamento per gli assenteisti, alle regole sblocca procedimenti, ai limiti di tempo più brevi per le conferenze di servizi per finire con il nuovo codice dell’Amministrazione digitale
Vediamo, in sintesi, le prossime novità che riguarderanno la Pubblica Amministrazione.
Uno dei punti focali della Riforma è senza dubbio il decreto per il contrasto all’assenteismo. Questo prevede:
l’immediata sospensione dal posto di lavoro, entro 48 ore, dei dipendenti assenteisti;
la sospensione dello stipendio
il licenziamento del lavoratore
Per assenteisti nel decreto sono intesi i lavoratori la cui presenza è attestata in maniera falsa e/0 fraudolenta. Inoltre è previsto il reato di omissione d’atti d’ufficio per i dirigenti che non controllano il verificarsi di tali episodi.
E’ stata anche aggiunta l’applicazione automatica del danno d’immagine, che il dipendente dovrebbe risarcire alla Pubblica Amministrazione in base alla rilevanza mediatica del fatto. L’aggiunta di quest’ultimo punto, però, sta dando luogo a numerose discussioni.
La Riforma della Pubblica Amministrazione prevede, tra i punti principali, l’accesso agli atti amministrativi generalizzato, senza più necessità di motivazione. Tuttavia la trasparenza è, di fatto, bloccata dalla possibilità di silenzio-rifiuto dell’Amministrazione interessata (se entro 30 giorni questa non risponde, l’accesso si intende negato). Inoltre si dovrebbe semplificare sia il modulo di domanda, sia il fatto che la risposta della PA sia subordinata al rimborso degli oneri da questa sostenuti. Questo punto è tutt’altro che chiaro e soddisfacente e si spera verrà modificato.
La riforma prevede una notevole riduzione del cartaceo, favorendo il dialogo tra cittadino dotato di identità digitale unica (SPID) ed Ente pubblico interessato tramite  PEC ed email.
Nel decreto attuativo, tuttavia, è previsto che  il capitale sociale minimo per le società che gestiscono sia di 5 milioni di euro: ciò appare eccessivo. Inoltre non è stata definita la firma elettronica necessaria per autenticare i documenti ed alche il fatto di dover rendere anonime tutte le sentenze (altra previsione della norma) rischia di bloccare l’attività delle cancellerie.
Il decreto Sblocca procedimenti prevede il dimezzamento dei tempi per le autorizzazioni dei progetti strategici per lo sviluppo del territorio. In questi casi il Governo si può sostituire alle amministrazioni locali per abbreviare le tempistiche. In questo modo si rischierebbe, però, l’effetto opposto, in caso di malfunzionamenti del complesso apparato burocratico. Inoltre vi sono dei profili d’incostituzionalità nella mancata consultazione con le Regioni per le opere di rilevanza strategica nazionale
In tema di conferenza di servizi della Pubblica Amministrazione, la riforma prevede un termine di tempo massimo di 5 mesi, anche grazie a riunioni telematiche ed alla nuove figure dei rappresentanti unici dell’amministrazione. La figura del rappresentante unico, però, pur costituendo un’innovazione fondamentale per evitare tempistiche bibliche, rischia di diventare irrilevante nel momento in cui il rappresentante unico dell’Amministrazione centrale sia messo sistematicamente in minoranza. Inoltre non è stato ancora definito l’iter di nomina di tale rappresentante, né la coordinazione del decreto con le normative speciali.
Per la segnalazione certificata di avvio dell’attività (SCIA) è prevista una procedura ed una modulistica unica in tutta Italia, da presentare anche attraverso una procedura telematica.
Nei casi, tuttavia, in cui occorrano altre autorizzazioni oltre alla Scia, il decreto dovrà fare una scelta: escludere questi casi dalla Scia unica ovvero subordinare la presentazione della Scia all’ottenimento delle autorizzazioni o, infine, prevedere che la presentazione della Scia attivi la richiesta delle autorizzazioni.
La Riforma punta a ridurre le società a partecipazione pubblica da 8.000 a 1.000. Sono comunque previsti dei limiti minimi di fatturato e di personale (superati i quali la società non può essere tagliata). I Comuni vorrebbero ridurre il limite minimo di fatturato da 1 milione di euro a 500.000 euro, mentre le Regioni vorrebbero escludere dal taglio le società finanziarie. Nel mentre si vorrebbe evitare il blocco delle assunzioni pubbliche sino al completo ricollocamento del personale in esubero.
Il trasporto pubblico locale, secondo la Riforma, dovrebbe avere una tariffazione maggiormente trasparente e combattere l’evasione con più incisività.
Con la riduzione da 5 a 4 delle Forze di polizia, il Corpo forestale dovrà confluire nell’Arma dei Carabinieri. Si prospettano però problemi nel passaggio di funzioni e nell’introduzione degli operatori civili dei forestali in un corpo militare.
Per fondare l’accesso ai posti dirigenziali nel settore della sanità pubblica su criteri meritocratici e non politici dovrà essere istituito un elenco nazionale a cui accedere per la verifica dei requisiti. Sarà istituita anche una Commissione nazionale di verifica dei requisiti: si vorrebbero però limitare i poteri della Commissione, lasciando la scelta finale dei candidati alle commissioni regionali ed ai governatori.
Il decreto prevede la riduzione a 15 di tutte le autorità portuali esistenti in Italia ma la riforma dei porti è stata bloccata da una recente sentenza della Corte Costituzionale [1], in quanto la normativa non ha previsto che il piano strategico sulla portualità sia attuato sulla base della Conferenza Stato-Regioni.
[1] Corte Cost, sent. 261/2015.


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