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24/10/2018, 13:49



VISITA-FISCALE:-COME-FUNZIONA?


 Il lavoratore in malattia ha l’obbligo di sottoporsi alla visita fiscale, ma se viene trovato assente negli orari di reperibilità può perdere il trattamento economico INPS e può essere licenziato.



Il lavoratore in malattia ha l’obbligo di sottoporsi alla visita fiscale, ma se viene trovato assente negli orari di reperibilità può perdere il trattamento economico INPS e può essere licenziato.
Il lavoratore, sia pubblico che privato, che non si è presentato sul posto di lavoro ed abbia comunicato al datore di lavoro il proprio stato di malattia, ha l’obbligo di essere reperibile alla visita di controllo (visita fiscale). Peraltro, l’obbligo di reperibilità sussiste per tutto il corso della malattia, dal primo all’ultimo giorno, compresi i sabati, le domeniche e i giorni festivi. Detta reperibilità ha lo scopo, appunto, di consentire la visita fiscale di controllo del medico dell’Inps.
Anche se di solito non succede, la visita fiscale di controllo può, in teoria, intervenire anche nel primo giorno di assenza per malattia, nonostante il certificato del medico curante non sia ancora pervenuto in azienda.
Come è noto, l’obbligo di reperibilità sussiste solo per determinate fasce orarie. Esse sono:
- lavoratori del comparto privato: dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17 alle 19, domeniche ed giorni festivi compresi;
- lavoratori del comparto pubblico: dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18, domeniche ed giorni festivi compresi;
La presenza del lavoratore in casa è necessaria solo per garantire la visita fiscale di controllo. Per cui ben può il dipendente, in fasce orarie differenti, uscire di casa. Quindi, il lavoratore che, nonostante la malattia, sia stato rinvenuto fuori casa non può essere licenziato automaticamente.
 Il licenziamento può avvenire solo se:
- con tale condotta, il dipendente possa compromettere o prolungare la guarigione: ogni lavoratore, infatti, ha l’obbligo di fare in modo che il proprio stato di malattia non venga ulteriormente prolungato a causa del proprio comportamento. Per esempio chi, pur influenzato, sia andato a correre per strada, o chi, nonostante un’ernia del disco, sia stato trovato sollevare pesi;
- la malattia non era reale;
- l’assenza sia da considerarsi grave in relazione al caso concreto.
L’assenza del lavoratore durante le fasce orarie di reperibilità della visita fiscale configura un inadempimento, non solo verso l’INPS, ma anche nei confronti del datore di lavoro, che ha interesse a ricevere regolarmente la prestazione lavorativa e perciò a controllare l’effettiva sussistenza della causa che impedisce tale prestazione.
Il lavoratore può essere sanzionato, in relazione alla gravità del caso, anche con il licenziamento per giusta causa, a prescindere dalla presenza o meno dello stato di malattia.
È stato inoltre considerato valido il licenziamento nel caso in cui il lavoratore abbia modificato la data sul certificato medico al fine di allungare il periodo di malattia.
Il concetto di assenza alla visita fiscale ricomprende non solo la materiale assenza da casa, ma anche tutti i casi in cui il lavoratore, per incuria, negligenza o altri motivi, non abbia consentito la visita fiscale. Così, non può costituire valida giustificazione all’assenza il sostenere di non aver sentito il campanello (neanche in caso di patologie uditive), o che, stante la necessità di stare a letto, non c’era nessuno in casa ad aprire la porta, o che il citofono non funzionasse o che il nome del lavoratore non fosse indicato sul citofono o non fosse leggibile.
Il lavoratore ha il dovere di cooperare all’effettuazione della visita fiscale domiciliare, comportandosi in modo tale da consentire al medico l’immediato ingresso nell’abitazione. L’inottemperanza a tale obbligo per incuria, negligenza o altro motivo non apprezzabile (come ad esempio il ritardo nell’apertura della porta che determini l’allontanamento del medico, oppure l’assenza del nome del lavoratore sul citofono o sulla cassetta della posta) comporta la decadenza dal diritto al trattamento economico, senza che possa avere effetti sananti la conferma della malattia in una successiva visita ambulatoriale.
L’assenza ingiustificata del lavoratore alla visita fiscale può comportare la perdita del trattamento di malattia INPS, con modalità differenti a seconda del momento in cui si è verificata l’assenza:
ASSENZA             CONSEGUENZE
Prima visita          Perdita totale di qualsiasi trattamento economico
Seconda visita      Oltre alla precedente sanzione, riduzione del 50% del trattamento economico per il residuo periodo
Terza visita           L’erogazione dell’indennità economica previdenziale a carico INPS viene interrotta da quel momento e fino al                                     termine del periodo di malattia: il caso si configura come mancato riconoscimento della malattia ai fini della                                        corresponsione della relativa indennità.
La perdita del trattamento di malattia è causata dalla semplice assenza ingiustificata dal domicilio del lavoratore e non dipende dall’esistenza o meno della malattia lamentata. La sanzione è erogabile, inoltre, anche se del lavoratore si presenti alla visita ambulatoriale disposta dal medico di controllo per il giorno successivo (non festivo).


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