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24/10/2018, 13:49



DIMISSIONI,-COME-FARE?


 Tutti sanno cosa sono le dimissioni. Ma ci sono molte cose che un lavoratore deve sapere sul tema, oltre alle recentissime novità introdotte per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco.



Tutti sanno cosa sono le dimissioni. Ma ci sono molte cose che un lavoratore deve sapere sul tema, oltre alle recentissime novità introdotte per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco.
Come è noto, attraverso le dimissioni il lavoratore interrompe unilateralmente il rapporto con il proprio datore di lavoro.
Quando normalmente si sente dire "mi licenzio", effettivamente non è corretto. Si dovrebbe sempre dire "mi dimetto". Infatti, il licenziamento è un atto esclusivo del datore, mentre l’interruzione dal lavoro da parte del dipendente consiste appunto nelle dimissioni.
Si tratta di un atto che non deve essere motivato e che va effettuato nel rispetto del termine di preavviso determinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Dando le dimissioni il lavoratore, quindi, deve calcolare anche il preavviso, cioè il numero minimo di giorni che deve trascorrere tra il momento della presentazione delle dimissioni e il momento in cui il lavoratore effettivamente cessa l’attività lavorativa.
Qualora un lavoratore decida di dare le dimissioni immediate, non ha più diritto al pagamento del periodo di preavviso a meno che il datore di lavoro non lo autorizzi o lo esenti espressamente dal prestare la propria attività in quel periodo. L’eccezione sta nell’eventualità di aver diritto a rassegnare le c.d. dimissioni per giusta causa, cioè per un motivo talmente grave e imputabile al datore di lavoro, da non poter più essere in grado di proseguire il rapporto lavorativo.
Con le dimissioni per giusta causa, quindi, il lavoratore non solo ha diritto a interrompere immediatamente il contratto ma ha diritto anche a percepire l’indennità di preavviso del licenziamento che, come è noto, è molto maggiore di quella relativa alle dimissioni.
Recentissimamente è stata introdotta una nuova procedura, semplice e tracciabile, nei casi di dimissioni del lavoratore dal rapporto di lavoro (dimissioni e/o risoluzioni consensuali) con l’obiettivo di contrastare l’odiosa pratica delle "dimissioni in bianco", che penalizza in particolare alcune categorie di lavoratrici e lavoratori [1].
Oltre a fornire maggiore garanzie al lavoratore, è stato anche introdotto un ulteriore sistema creato ad hoc, in caso di abusi.
Il Ministero, con proprio decreto sul punto [2], ha chiarito come le dimissioni o la risoluzione consensuale debbano essere effettuate in modalità esclusivamente telematiche, ad esclusione del lavoro domestico o dei casi di risoluzione a seguito di conciliazione stragiudiziale. È prevista la possibilità di invio del modello online anche per il tramite di patronati, organizzazioni sindacali, commissioni di certificazione ed enti bilaterali.
La procedura diventerà operativa dopo 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Ministeriale, ossia il prossimo 12 marzo 2016. Rimangono in vigore le ipotesi di convalida di dimissioni presso le DTL relative ai genitori lavoratori [3].
La procedura è articolata operativamente in tre fasi:
Prima fase. Il lavoratore deve munirsi di PIN INPS e delle credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter accedere al sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it.
Nel caso si rivolga ad un soggetto abilitato, tale passaggio non è necessario in quanto sarà quest’ultimo a verificare l’identità del lavoratore e ad assumersi le responsabilità legate all’accertamento.
Seconda fase. Una volta effettuato l’accesso si potrà procedere alla compilazione del modello online. Verranno chiesti alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 si provvederà a recuperare i dati relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente.
Terza fase. Il modello salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione (marca temporale). Tali dati saranno richiesti qualora il lavoratore procedesse alla revoca delle dimissioni o risoluzione consensuale già inoltrate, da effettuare entro 7 giorni.
La consultazione dei modelli telematici, in sola lettura, sarà permessa ai datori di lavoro e alle DTL competenti.
Sotto il profilo sanzionatorio, in caso di alterazione dei dati da parte del datore di lavoro, questo sarà punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da €.5.000 a €.30.000.
[1] D. Lgs. n.151/2015.
[2] D. M. del 15 dicembre 2015.
[3] Art.55, D. Lgs. n.151/2001


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